Addio a Ettore Bernabei, storico direttore Rai

di Cristina Panzironi

All’età di 95 anni si è spento Ettore Bernabei, storico Direttore Generale della Rai negli anni del monopolio e del servizio pubblico al primo posto.

Il nome di Ettore Bernabei e la sigla Rai-Radio Televisione Italiana sono entrati negli anni a far parte della storia del servizio pubblico – e non solo – come un binomio indissolubile. Storico direttore generale e produttore televisivo, Ettore Bernabei si è spento nella sera del 13 agosto all’età di 95 anni all’Argentario, dov’era in vacanza con la famiglia. E a dare l’annuncio della scomparsa è stato infatti proprio il figlio Luca, il quale ha dichiarato: “era a tavola e fino all’ultimo ha parlato di politica, di economia. Se n’è andato tranquillo, pronto a questo momento”.

Gli inizi

Una vita, quella di Bernabei, quasi interamente dedicata al giornalismo, passione coltivata fin da giovane; dopo la laurea in Lettere Moderne si apre infatti a questo mondo entrando dalla porta della carta stampata. Dal 1951 al 1956 ricopre il ruolo di direttore del Giornale del Mattino, quotidiano fiorentino – come lui – e di ispirazione cristiana (inclinazione che lo accompagnerà negli anni a venire).

Dalla Dc alla Rai

Proprio nel 1956, solo 10 anni dopo i suoi inizi da giornalista, viene chiamato dalla Democrazia Cristiana alla direzione del giornale del Partito, “Il Popolo”. Sarà la sua vicinanza con l’allora Presidente del Consiglio Amintore Fanfani a valergli la nomina ad una nuova direzione, questa volta quella “della vita”: è il 1961 quando la Rai conosce il direttore che la accompagnerà nel suo processo di evoluzione fino al 1974, in uno scenario ancora governato da una situazione di monopolio. Quattordici anni nei quali il ruolo di servizio pubblico non abbandona mai la scena: nasce Tv7, sono gli anni degli sceneggiati (dall’Odissea ai Promessi Sposi, fino ai classici della letteratura russa) e quelli della risposta all’analfabetismo del paese attraverso la rassicurante figura del Maestro Manzi con il suo “Non è mai troppo tardi..”.

Il “dopo Rai”

Nel 1975, l’anno della Riforma della Rai, Bernabei è già lontano dal servizio pubblico e vanta il titolo di direttore dell’Italstat, finanziaria a capitale statale attiva nel campo della progettazione di grandi infrastrutture. Ma il richiamo del mondo del piccolo schermo è forte, così nel 1992 fonda la Lux Vide, società di produzione diventata nota in tutto il mondo grazie alla realizzazione del PROGETTO BIBBIA, che rispecchia ancora una volta la coerenza e gli ideali dell’ex Direttore Rai che ha sempre lavorato “per chi è rimasto un po’ più indietro”.

I valori

La longevità di alcune serie prodotte dalla Lux Vide – Don Matteo tra tutte – sembra ricalcare quella di Ettore Bernabei: un uomo sempre pronto a entusiasmarsi, a parlare della “sua” Rai e a criticare le contraddizioni della società contemporanea (famosa la sua critica ai reality). Sempre senza venir meno alla sua etica e ai valori democristiani, fino a questi ultimi anni, anche a seguito del passaggio di testimone della Lux Vide ai figli.

“Papà si è spento serenamente, in un luogo che amava tanto, dove gli piaceva riunire la famiglia, forte del senso di accudimento per i suoi che ha sempre avuto”. Così, nel rispetto di quello che è stato Ettore Bernabei, lo ha salutato pubblicamente il figlio Luca, annunciandone la scomparsa.

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