Il Festival di Sanremo e la sua 68° edizione.

di Francesco Tripputi

L’ultimo Sanremo: tra duetti cult, balletti improbabili e cambiamenti radicali.

Nella serata di sabato 10 Febbraio scorso si è giunti alla conclusione anche del sessantottesimo
“Festival della canzone italiana”, tenuto come di consuetudine nella meravigliosa
città ligure di Sanremo.
Al calare dell’ultimo sipario dell’edizione del 2018, con alla conduzione la bellissima
Michelle Hunziker, il tuttofare Pierfrancesco Favino e l’onnipresente ed amatissimo
Claudio Baglioni, la vittoria è stata assegnata al duo composto da Fabrizio Moro ed
Ermal Meta, interpreti della significativa e profonda “Non mi avete fatto niente”.
In questa edizione si è potuto però notare quanto si sia sviluppato nelle fondamenta
del festival un cambiamento delle linee guida, con la perdita costante della normale
esibizione canora dell’artista di turno, fino a portare l’esibizione ad essere un vero e
proprio spettacolo mediatico.
Questo sconvolgimento messo in moto da Gabbani e la sua “scimmia nuda” nel
brano “Occidentali’s Karma”, che vinse l’edizione del festival del 2017, si può
riflettere nella nuova edizione nell’arzilla vecchietta che balla sul palco dell’Ariston
nella canzone degli Stato Sociale. Queste due figure possono essere considerate
come un’uscita dagli schemi che ha permesso alla trasmissione di tornare a picchi
elevati in termini di share, arrivato circa al 59 per cento durante la serata finale e
portando l’audience a superare i 12 milioni di spettatori da casa.

 

L’effetto sorpresa

La spiegazione di questi cambiamenti radicali è molto semplice: all’italiano medio
piace ormai la sorpresa, la particolarità e la stranezza. Al di la di doti tecniche e voci
da capogiro, l’interpretazione classica e composta, che dava un’entità ben nota al
festival, non è più sufficiente. Lo dimostrano i duetti improvvisati tra i concorrenti ed
artisti di calibro nazionale ed internazionale nella serata del venerdì, o anche la
costante presenza di Baglioni che, tra un turno e l’altro della gara, riesce a replicare
in poche serate il repertorio di una vita, ravvivando cosi lo spirito di una fetta di
pubblico nostalgico e ormai non più giovane, ma soprattutto lo confermano quegli
artisti come appunto gli Stato Sociale, arrivati nella manifestazione canora più
importante della penisola grazie in particolare alla costante e continua presenza sui
social network e il cui merito del secondo posto è stato, grazie anche all’aiuto
dell’anziana ginnasta e di una canzone dal ritmo veloce ed orecchiabile, un
coinvolgimento mediatico totale da parte del pubblico.