Harry Potter, il grande racconto dell’era Millennials

di Laura Olivazzi

Si dice che ogni generazione abbia bisogno di un mito, o di un racconto, nel quale identificarsi, proiettando fasi di crescita ed eventi personali nelle avventure di personaggi che, di fatto, rispondono ad un’esigenza universale. Per i Millennials nati tra la fine degli anni ’80 e la prima metà degli anni ’90, Harry Potter rappresenta l’emblema di quanto descritto, una sorta di eroe contemporaneo nato dalla penna e dalla fantasia della scrittrice britannica J.K. Rowling, diventato negli anni un fenomeno culturale e crossmediale. La saga comprende sette libri dai quali sono stati tratti otto film (l’ultimo libro si divide in due pellicole), ha ispirato eventi, parchi a tema, community online e persino “Guerre” a suon di fan fiction e scontri tra fan e major: fecero scalpore, al tempo, le famose “Guerre di Potter”, scatenatesi tra la giovane fan Heather Lawyer, fondatrice del “Daily Prophet online”, una community di fan affezionati, e la Warner, che detiene i diritti sull’universo Potter, un caso analizzato anche da Henry Jenkins nel suo celebre testo “Cultura Convergente”. La saga si è ufficialmente conclusa nel 2008 con la pubblicazione del settimo volume, mentre l’ultimo film risale all’estate del 2011.

I veri miti, tuttavia, non possono dirsi mai realmente conclusi, soprattutto se la strategia commerciale che li ha accompagnati, insieme all’indiscussa abilità creativa degli autori, ha fruttato profitti da capogiro oltre che riferimenti simbolici. A cinque anni di distanza, Harry Potter continua a far parlare di sé e a nutrire le aspettative dei suoi lettori grazie all’ultimo, a tratti inaspettato, episodio, un progetto nato per il teatro basato su una storia originale di J.K. Rowling. Si tratta di “Harry Potter e la maledizione dell’erede” (“Harry Potter and the cursed child”), una piéce teatrale ambientata in un futuro non troppo remoto nel quale un Harry Potter ormai adulto, padre di famiglia ed importante esponente del Ministero della Magia, si trova a fare i conti con un passato che fatica ad essere dimenticato, vissuto attraverso le disavventure del figlio adolescente Albus Severus. La prima dello spettacolo si è tenuta il 30 luglio al Palace Theatre di Londra, uscita poi sotto forma di libro il 31 luglio, proprio il giorno del compleanno di Harry Potter. La dimensione più adulta descritta tra le pagine del nuovo capitolo soddisfa la curiosità dei lettori che spesso, sia sulle community online, sia mediante richieste esplicite, hanno mostrato interesse a conoscere le sorti di Harry, Ron, Hermione e degli ex studenti di Hogwarts una volta conclusa la scuola e sconfitto definitivamente Voldemort. Dalla fase adolescenziale vissuta attraverso le diverse fasi della lotta contro il male, Harry Potter si ritrova ad affrontare i drammi della quotidianità, il rapporto difficile con il figlio più introverso e quei fantasmi del passato che il peso di una responsabilità mai del tutto esaurita riportano a galla. Il tutto intriso di magia ed incantesimi che portano lettori e protagonisti a spasso nel tempo.
Distribuito sotto forma di script teatrale, il volume reca la firma di John Tiffany e Jack Thorne, registi e sceneggiatori che regalano alla vicenda narrata una dimensione quasi vicina a quella della fan fiction, del tutto somigliante per genere e personaggi alla struttura impostata dalla Rowling.

L’attesa, tuttavia, non si esaurisce alle sole pagine stampate: è da qualche anno ormai che la Warner Bros lavora ad uno spin off basato su “Animali fantastici e dove trovarli”, uno dei testi magici contenuti nella biblioteca di Hogwarts, pubblicato poi nel mondo “babbano” anche nel 2001. Forte di un cast stellare, tra cui spiccano il premio Oscar Eddie Redmayne nel ruolo del protagonista Newt Scamandro, Colin Farrell e Jon Voight, il film diretto da David Yates è pronto a traghettare orde di fan curiosi di addentrarsi tra le pieghe del mondo raccontato dalla Rowling, al di là delle mura di Hogwarts, un’aspettativa così rosea da indurre la Warner a progettare una trilogia.

Harry Potter dimostra così di essere una creatura narrativa pronta ad evolvere insieme ai suoi lettori, alcuni dei quali diventati ormai adulti, offrendo punti di vista e location differenti. La strategia in atto riesce a dare maggior vigore alla fidelizzazione del pubblico che si sente ancora una volta in grado di empatizzare con i personaggi divenuti ormai leggenda. La dimostrazione che, una buona operazione di Marketing, non è soltanto una mera collezione di cifre a più zeri, ma punta dritto all’esigenza primaria dell’essere umano: raccontare, condividere, partecipare. E da circa vent’anni Harry Potter non ne ha mai sbagliata una.