di Salvatore Liguori

Facebook con il tool Featured Event, per la prima volta, assolda umani per somministrare argomenti e discussioni che scorrono sulla home, allentando l’egemonia dell’algoritmo per il quale gli utenti sono un mero risultato matematico.

Il servizio è al momento disponibile solo in alcune città degli States e prevede che un gruppo di persone, una vera e propria redazione, aggiorni gli utenti sugli eventi nelle prossimità dei luoghi che frequentano o in cui vivono. Sono esclusi dal servizio eventi politici, religiosi e piccoli eventi privati che avrebbero difficoltà a gestire le numerose adesioni nel caso diventassero pubblici; ci saranno, invece, filtri dedicati a musica, fiere, food, congressi e meeting o qualsiasi altro evento di largo d’interesse.

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I grandi avvenimenti, probabilmente, avrebbero ugualmente successo ma convertendoli in “eventi social”, a cui partecipare virtualmente con discussioni, adesioni, live photo sharing, dirette, geolocalizzazioni e commenti, ne amplificano l’eco e il social network diventa sempre più centrale in un mercato la cui moneta è l’attenzione degli utenti.

Dire che Featured Event sia l’ennesimo colpo inferto ai siti web è un po’ prematuro perché il servizio è ancora sperimentale, riservato a qualche città americana e ai dispositivi iOS. Sicuramente qualcosa accadrà se il servizio avrà successo e sarà diffuso globalmente.

In tal caso i punti oscuri su come si organizzerà Facebook sono tanti: vedremo se si diffonderanno nuove redazioni o il social blu troverà un algoritmo anche per questo servizio; se gli eventi saranno pubblicizzati in base ai like o engagement spontanei, se il servizio si mostrerà neutrale o sarà tutto gestito nell’ottica di un mutuo sostegno.

La cosa certa è che le interazioni social e gli UGC sono sempre più centrali nella narrazione di eventi e nel determinarne il successo. In effetti, che senso ha, oggi, partecipare a un evento se non ne contribuiamo alla narrazione condividendo materiale sui social? Un evento può davvero essere ritenuto di successo se non ha un’eco social?

Così come per qualsiasi altra attività sui social network, c’è da ipotizzare che il management degli eventi debba sapere attuare strategie per creare un circolo virtuoso di partecipazione (live, online e offline), per cui al social interessi la pubblicizzazione  dell’evento e da ciò trarne il meglio.


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