di Salvatore Liguori

X Factor, il talent show ideato dal genio di Simon Cowell, è giunto alla sua decima edizione italiana, affidato prima alla famiglia tradizionale RAI, è stato poi adottato dalla modern family di Murdoch, una “famiglia di fatto” di canali tematici, composti da prodotti d’ispirazione locale e internazionale da cui attingere spunti per nuove forme narrative.

X Factor è la sintesi di queste moderne narrazioni, la cui metodologia di realizzazione è diventata la struttura base del format che trova nella sua natura la riproducibilità locale e la mappa per essere raggiunti da brand che partecipino al racconto con partnership e sponsor, costituendo importanti risorse per una produzione di alto budget. Per queste caratteristiche il talent di SkyUno dal punto di vista crossemediale è il programma che ha fatto scuola.

Un racconto che trova il suo sviluppo su più x-factor-2016-come-votare-televoto-c32f8piattaforme/dispositivi, per ognuno dei quali con contenuti originali pensati ad hoc. X Factor è proprio questo. Negli anni è diventato un brand presente su ogni schermo, con contenuti specifici e con cui l’utente può interagire, creare UGC e influire sulla narrazione, anche con il televoto (ormai gratuito) con app, social e decoder. I social network fanno da buzz o porta di accesso al sito ufficiale: postano video, gif, meme, articoli dal tono in linea con il target giovane di riferimento e le piattaforme di diffusione. Nel corso della sua storia, non è mancato il merchandising più disparato: giochi da tavolo, compilation, gadget, videogame e persino automobili (usate anche nel testo televisivo).

Visto il sorpasso del traffico dati mobile a scapito di quello desktop, vale la pena soffermarsi sull’applicazione a riprova di quanto scritto finora. L’app ufficiale, oltre alle classiche schede ed articoli dedicati alle puntate, concorrenti e giudici, offre la possibilità di partecipare a concorsi spesso legati ai brand partner, inseriti come se fossero protagonisti della stessa storia che interagiscono con i concorrenti (brand entertainment content). Di seguito altre sezioni a scopo esemplificativo:

Enjoy XF consta di 3 manches volte alla conquista di biglietti per partecipare come pubblico allo show;

 

You Rock, un contenitore in cui il pubblico può condividere e votare video di proprie esibizioni canore o di altri utenti;

 

–  L’Applausometro con cui, dal suo divano, lo spettatore può cliccare simulando l’applauso come se fosse in studio e vedere le reazioni degli altri utenti online con l’app;

 

XF Social, aggregatore dei tweet inerenti lo show;

– La radio per ascoltare i brani oggetto di esibizioni dei concorrenti.

Il programma vede il suo testo televisivo essere diffuso anche su altri canali del gruppo, in seno a un editore presente su più sistemi di trasmissione/ricezione (OTT, digitale terrestre e satellitare), raggiungendo in tempi diversi grandi fette di pubblico:

– Su Tv8 del digitale terrestre la prima fase dello show ha trovato spazio in differita dalla messa in onda su SkyUno e SkyUno +1 via satellite, rafforzando la share media giornaliera dell’emittente e stuzzicando la curiosità di potenziali nuovi clienti Sky dopo essersi affezionati allo show;

– In attesa di sapere cosa si deciderà per l’edizione in corso, in quelle passate targate Sky, la finale ha trovato spazio in contemporanea anche su Cielo e Tv8, a riprova che oggi la TV si fa così: bisogna esserci, ovunque possa trovarsi pubblico interessato che ha abitudini di ascolto diverse;

NowTv e altre piattaforme OTT che propongono live e on demand parte dell’offerta Sky;

In più l’ X Factor made in Italy presenta i seguenti spin off:

XTra Factor, un talk on air al termine di ogni live show, in compagnia di altri conduttori, concorrenti e giudici più l’interazione del pubblico da casa;

Stra Factor in cui si esibiscono i concorrenti più strambi presentatisi alle selezioni;

Mara Dixit è una compilation dei commenti divertenti dell’ex giudice Mara Maionchi mentre guarda lo svolgimento della gara.

Infine, un talent che ha una “X” nel logo e fa della sua cifra il racconto crossmediale della musica, non può non trovare spazio anche in crossover, ovvero “l’incursione” di un dato show in altri programmi. Quest’anno il programma “Uno in musica” su SkyUno, per esempio, ha trasmesso un’intervista alla cantante italiana Giorgia che, oltre ad aver parlato della sua passata partecipazione a X Factor, ha annunciato che vi avrebbe ripartecipato in qualità di ospite per promuovere il suo nuovo lavoro.

Questi ultimi esempi ci lasciano immaginare quanto, oggi, gli show e i prodotti di intrattenimento abbiano la necessità di diventare brand che si mescolino ad altri brand (che può essere anche un cantante), inserendosi in un ecosistema narrativo/promozionale, composto dai più disparati racconti ma complementari tra loro, al fine di creare un’unica grande storia, in questo caso quella di X Factor.

 

 

 

 


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